Frank “Rocky” Fiegel: l’uomo dietro Braccio di Ferro

C’è un uomo, tra le pieghe polverose della storia americana, che potrebbe davvero aver ispirato Braccio di Ferro. Non un eroe di mare, ma un tipo burbero con un occhio mezzo chiuso, la mascella di pietra e una pipa perennemente accesa. Si chiamava Frank “Rocky” Fiegel e viveva a Chester, Illinois. Non si sa se abbia mai visto il mare, ma il suo carattere bastava per far onde ovunque andasse.

A raccontarlo sono le cronache locali e qualche storico con troppa fantasia. Frank non era un marinaio, bensì un barista. Serviva whisky, non spinaci. Eppure, quando Elzie Crisler Segar, il fumettista che un giorno avrebbe creato Popeye, lo incontrò, capì di avere davanti un personaggio già pronto. Occhio gonfio, voce roca, braccia nodose e l’abitudine di risolvere ogni discussione a suon di pugni. In pratica, un cartone animato in carne, ossa e cicatrici.

Si dice che i bambini lo adorassero. Lui, che aveva l’aria di chi dorme poco e beve troppo, diventava tenero con i piccoli del quartiere. Li difendeva come un supereroe di provincia. A quanto pare, Segar rimase colpito proprio da questo contrasto: la forza e la dolcezza, il pugno e la carezza, la pipa e il sorriso sdentato.

Il resto lo fece la fantasia. Il mare, l’amore per Olivia, il nemico Bruto, e soprattutto gli spinaci, arrivarono dopo. Un’operazione di marketing ante litteram: negli anni Trenta serviva un modo per far mangiare le verdure ai bambini, e così il barista di Chester si trasformò nel paladino del ferro. Non quello dei bilancieri, ma quello contenuto in una lattina verde.

Frank “Rocky” Fiegel morì nel 1947, ignaro di essere diventato immortale. Sulla sua lapide, nel cimitero di Chester, qualcuno ha inciso un piccolo disegno di Popeye con la scritta “I’m Popeye, the Sailor Man”. Ironia del destino: il vero Braccio di Ferro non salpò mai, ma riuscì comunque a restare a galla nella memoria collettiva.

Perché a volte i miti non nascono nei porti, ma nei bar pieni di fumo, tra uno sguardo di troppo e una risata storta.

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