
Quando nessuno se ne accorge
C’è un momento preciso in cui MTV ha smesso di essere MTV. No, non è stato quando sono arrivati i reality, né quando la musica ha iniziato a comparire a orari improbabili come un animale notturno. È successo quando nessuno se n’è accorto. La chiusura dei canali musicali è avvenuta in silenzio, senza countdown, senza special guest, senza quell’ultima clip che avrebbe meritato almeno un minimo di teatralità. Niente. Schermo che cambia, palinsesto che scorre, arrivederci e grazie. Anzi, neanche quello. MTV ha sempre avuto un talento speciale nel fare le cose importanti fingendo che fossero irrilevanti.
Accendi e subisci
MTV nasceva come un’idea semplice e quasi arrogante. Accendi la tv e la musica scorre. Tu non scegli, tu subisci, e proprio per questo impari. Ti trovi davanti a un video che non cercavi e improvvisamente ti cambia il gusto, i vestiti, il modo di stare in piedi mentre ascolti una canzone che non sapevi di amare. Era un sistema perfetto perché non era democratico. Era una dittatura pop con il sorriso, e funzionava benissimo.
Poi abbiamo voluto scegliere tutto
Poi il mondo ha deciso che voleva scegliere tutto. Playlist personalizzate, skip compulsivo, algoritmi che ti conoscono meglio di tua madre. Aspettare un videoclip è diventata un’idea medievale. MTV a quel punto non è morta, ha iniziato a dimagrire lentamente. Togli un po’ di musica, aggiungi un po’ di reality, sposta i videoclip più tardi, ancora più tardi, fino a trasformarli in una leggenda metropolitana del tipo “una volta su MTV passavano le canzoni, giuro, le ho viste”.
Il problema non era internet
MTV ha fatto quello che fanno tutti quando sentono di non servire più. Ha cambiato identità sperando che nessuno se ne accorgesse. Ma il problema non era internet. Il problema era il concetto stesso di palinsesto. Quando tutto è disponibile sempre, il flusso perde senso. E MTV era solo flusso. Era l’arte dell’imbattersi, non dello scegliere. Quando l’imbattersi muore, muore anche lei.

Una fine senza spettacolo
La chiusura dei canali musicali non è quindi una tragedia. È una formalità burocratica applicata a un cadavere che camminava da anni. Ed è quasi elegante che sia avvenuta senza spettacolo, perché MTV non doveva salutare. Doveva semplicemente smettere di trasmettere, come fanno le cose che hanno già detto tutto.
Le cose iconiche non salutano
MTV oggi non è un lutto, è una lezione. Ci ricorda che la cultura pop, quando funziona, non chiede il permesso. Arriva, ti travolge, e poi sparisce senza spiegazioni. Ti lascia solo con la sensazione di aver assistito a qualcosa di irripetibile. E forse è giusto così, perché le cose davvero iconiche non invecchiano, non resistono, non si reinventano a tutti i costi. A un certo punto abbassano il volume e se ne vanno, mentre noi continuiamo a canticchiare convinti che, da qualche parte, la musica stia ancora passando.
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