Innamorata di… Baby FuFu: ovvero quando uno scherzo prende aria e diventa una startup

Baby FuFu non nasce per salvare il mondo, né per rivoluzionare la genitorialità, né tantomeno per diventare il miglior amico dell’estate. Baby FuFu nasce per ridere. Letteralmente. L’idea originale arriva da Yukai Engineering, quelli che da anni producono robot inutili nel senso più nobile del termine. Gadget che non servono davvero, ma fanno stare bene. Prima c’era FuFu, un piccolo robottino che soffiava per raffreddare il cibo troppo caldo. Un gesto umano, ripetitivo, totalmente inutile. Perfetto.

Qualcuno, a un certo punto, ha guardato quel robottino e ha pensato: e se lo facesse a un bambino? Non per necessità. Non per emergenza climatica. Ma per lo stesso motivo per cui esistono i pupazzi, le lucine e le cose che fanno rumore: perché fanno sorridere. Così nasce Baby FuFu. Non come ventilatore. Ma come battuta che è andata troppo oltre.

Poi c’è il CES.

Al CES di Las Vegas, dove ogni anno qualcuno presenta il futuro mentre qualcun altro presenta un tostapane con l’AI, Baby FuFu arriva sul passeggino e ruba la scena. Piccolo, tondeggiante, con quella faccia da personaggio di un cartone che non esiste. Non grida “tecnologia”, non promette prestazioni, non parla di algoritmi. Fa una cosa sola: soffia aria fresca verso il bambino. Piano. Con garbo. Come farebbe un genitore dopo tre chilometri sotto il sole.

Ed è qui che lo scherzo diventa prodotto.

Baby FuFu si aggancia al passeggino, ha le ventole protette, non fa paura a nessuno e soprattutto non sembra un dispositivo medico. Sembra un compagno di viaggio. Uno di quelli che non risolvono il problema, ma lo rendono più sopportabile. Non abbassa la temperatura globale. Non sostituisce l’ombra. Però manda un messaggio chiarissimo: se dobbiamo soffrire il caldo, almeno facciamolo con stile.

La cosa più interessante è che Baby FuFu non cerca di giustificarsi. Non dice “sono indispensabile”. Non dice “senza di me il bambino non può vivere”. Sta lì, attaccato al passeggino, e fa quello che sa fare. Aria. Un filo d’aria. Quanto basta per non trasformare una passeggiata in una trattativa sindacale.

In un mondo in cui ogni oggetto deve essere smart, connesso, indispensabile e salvifico, Baby FuFu resta fedele alla sua origine. Uno scherzo ben riuscito. Un’idea che non doveva diventare seria e invece lo è diventata, senza perdere il sorriso. Forse è questo il vero colpo di genio. Non inventare qualcosa di nuovo, ma prendersi il lusso di non prendersi troppo sul serio.

E se il futuro della tecnologia per l’infanzia passa anche da un robottino che soffia aria fresca perché sì, allora forse non stiamo andando così male.

Se ti sembra finto, è sicuramente vero. Entra nella Zona Instabile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto