Henry Rollins. Da animale punk a narratore del mondo

Prima di diventare attore, scrittore, conduttore radio e performer di spoken word, Henry Rollins era semplicemente una cosa… un uragano. Negli anni ottanta il suo nome è indissolubilmente legato ai Black Flag, una delle band più radicali della scena hardcore americana, Rollins entra nel gruppo nel 1981 dopo una breve esperienza con la band State of Alert, e in pochi mesi diventa il volto più feroce del punk statunitense. Sul palco non sembra un cantante, sembra qualcuno che sta cercando di rompere qualcosa, corpo rigido, muscoli tesi, sguardo quasi minaccioso, i concerti dei Black Flag diventano esperienze fisiche, non sono spettacoli, sono collisioni, il punk in quegli anni non è una posa estetica, è un posto dove sopravvivere.

Il corpo come manifesto

Rollins trasforma il palco in un campo di battaglia, il suo modo di cantare non è melodico, è quasi un attacco, il pubblico lo provoca, lui provoca il pubblico, spesso i concerti degenerano in scontri, la tensione è parte dello spettacolo, quella fisicità estrema diventa la sua identità, ma mentre il corpo domina la scena Rollins sta già facendo qualcos’altro, scrive, annota tutto, quaderni pieni di appunti presi durante i tour infiniti dei Black Flag, quegli appunti diventeranno anni dopo il libro Get in the Van, (acquistabile anche su amazon) una raccolta di diari dal periodo 1981-1986 quando la band attraversava gli Stati Uniti in tour quasi permanente, il punk urlato sta già diventando parola scritta.

Quando la musica diventa racconto

Dopo lo scioglimento dei Black Flag nel 1986 Rollins non sparisce, fonda la Rollins Band, con cui continua a pubblicare dischi e a girare il mondo, ma accade qualcosa di nuovo, Rollins sale sul palco da solo, niente chitarre, niente batteria, solo un microfono, nasce la sua carriera di spoken word performer, un genere a metà tra monologo teatrale, stand up e confessione autobiografica, i suoi spettacoli mescolano ironia, rabbia, politica e racconti di viaggio, nel 1994 vince anche un Grammy per un album spoken word tratto proprio da Get in the Van, il punk che urlava ora racconta storie.

Hollywood scopre il punk

A quel punto succede una cosa curiosa, il cinema si accorge di lui, Rollins non ha la faccia dell’attore classico ma ha una presenza magnetica, è perfetto per ruoli strani, inquieti o imprevedibili, compare in diversi film degli anni novanta tra cui Heat, Johnny Mnemonic e Lost Highway, e in numerose serie televisive tra cui Sons of Anarchy, dove interpreta un personaggio estremista e disturbante, non interpreta quasi mai il classico eroe, è quasi sempre il personaggio che cambia l’energia della scena.

Il culto della disciplina

C’è un dettaglio che spiega molto bene la metamorfosi di Henry Rollins, Rollins è ossessionato dalla disciplina, negli anni dei Black Flag mentre la scena punk vive tra caos droghe e autodistruzione lui sviluppa un rapporto quasi religioso con l’allenamento fisico, pesi, allenamenti quotidiani, routine rigide, la palestra diventa il suo posto mentale, non è solo bodybuilding, è controllo, Rollins stesso ha raccontato più volte che allenarsi gli ha salvato la vita durante gli anni più violenti del punk americano, quando tutto intorno era instabile la disciplina fisica diventava una forma di equilibrio, questa attitudine non lo ha mai abbandonato, negli anni è diventato una specie di filosofia personale, un mix tra stoicismo autodisciplina e curiosità intellettuale, è forse questo il vero filo che lega tutte le sue vite, il cantante hardcore, lo scrittore, l’attore, il viaggiatore instancabile, non sono versioni diverse, sono la stessa persona che cambia linguaggio.

La metamorfosi

Quello che rende Rollins interessante non è il passaggio dal punk al cinema, è il fatto che non ha mai davvero abbandonato il punk, ha solo cambiato forma, negli anni è stato scrittore attore conduttore radio documentarista viaggiatore ossessivo e conferenziere, il palco è sempre lo stesso, solo che a volte al posto della chitarra c’è una storia.

Un punk che ha imparato a raccontare

Oggi Rollins è qualcosa di raro, una figura nata nella cultura hardcore che è riuscita a trasformarsi senza perdere credibilità, continua a fare tour di spoken word scrivere libri raccontare il mondo con lo stesso sguardo curioso e feroce che aveva negli anni ottanta, solo che adesso non deve più urlare, basta che parli.

Episodi Riff e altre derive è il posto dove la cosa più punk che puoi fare è cambiare pelle senza perdere il fuoco che hai dentro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto