Coco Chanel e il furto più elegante della moda

Ci sono brand che vogliono vestire tutti, poi c’è Chanel, che ha fatto una cosa molto più elegante e leggermente più perfida, ha preso il guardaroba maschile, lo ha studiato, lo ha reso desiderabile e poi lo ha trasformato in un linguaggio esclusivamente femminile.

Una specie di appropriazione culturale, ma con il tweed.

La cosa interessante è che questo rapporto con la moda uomo non è mai diventato una relazione seria, più un flirt lunghissimo, pieno di tensione, mai ufficializzato.

Coco Chanel non ha inventato la modernità aggiungendo, lo ha fatto togliendo.

All’inizio del Novecento prende il jersey, un tessuto povero, pratico, associato all’intimo e allo sportswear maschile, e lo trasforma in abiti liberi, morbidi, portabili, non è solo una scelta estetica, è un cambio di paradigma.

Mentre il resto della moda stringe, costruisce, costringe, lei allenta.

Poi arriva il tweed, la fascinazione per la sartoria inglese, l’equitazione, i completi rilassati, Chanel osserva il maschile come un laboratorio di potere visivo e ne prende le regole fondamentali, taglio, funzione, libertà di movimento, il risultato è devastante.

La donna Chanel non chiede spazio, se lo prende, indossando esattamente ciò che prima lo rappresentava.

Il paradosso perfetto

E qui succede qualcosa di strano.

Un brand che nasce anche da codici maschili non sviluppa mai davvero una linea uomo strutturata.

Chanel costruisce un impero reinterpretando il maschile, ma non sente mai il bisogno di restituirlo agli uomini in forma ufficiale.

Gli uomini restano ai margini, possono comprare profumi, occhiali, accessori, possono desiderare Chanel, possono perfino incarnarlo.

Ma quando si entra nel cuore della maison, quello delle collezioni, delle sfilate, del ready-to-wear, il centro resta sempre lo stesso, la donna.

Chanel e gli uomini, una relazione complicata

Chanel Pharrell Capsule 2019 è stato il momento in cui molti hanno pensato che qualcosa stesse cambiando davvero.

Streetwear, energia nuova, un linguaggio più aperto, più fluido, più contemporaneo, sembrava l’inizio di una linea uomo, invece NO.

È rimasta una deviazione, una parentesi affascinante, quasi un teaser mai sviluppato.

Nel frattempo uomini sempre più visibili indossano Chanel, lo reinterpretano, lo portano fuori dal suo territorio naturale, e Chanel osserva, lascia fare, ma non cambia struttura; È come se dicesse, potete entrare, ma il gioco lo decidiamo noi.

Coco non voleva vestire gli uomini, voleva superarli

Il punto forse è tutto qui!

Chanel non ha mai avuto bisogno di vestire l’uomo perché ha fatto una cosa più radicale, ha preso i codici del maschile e li ha resi strumenti di emancipazione femminile, il blazer non è più autorità maschile, diventa sicurezza femminile, Il tessuto tecnico non è più praticità da uomo, diventa libertà per la donna, il completo non è più uniforme, è identità.

In questo passaggio, l’uomo smette di essere il destinatario e diventa materia prima.

Una scelta ancora attuale

Ancora oggi Chanel non ha una linea menswear stabile, in un’industria ossessionata dall’espansione, dalle categorie, dal presidiare ogni segmento, Chanel fa una scelta quasi anacronistica, seleziona, rimane fedele alla propria architettura, e in questo modo conserva una cosa rarissima nel lusso contemporaneo, un’identità non negoziabile.

Il vero finale

Chanel e la moda uomo vivono in una relazione sospesa, intima ma incompleta, necessaria ma mai ufficiale.

Coco Chanel ha preso dall’uomo alcune delle sue idee migliori, le ha migliorate e poi ha costruito sopra un universo dove l’uomo non è mai stato davvero centrale, è rimasto sullo sfondo, come una citazione continua, un riferimento, un’origine, mai una destinazione.

Una relazione fatta di ispirazione, appropriazione e distanza calcolata.
Come certe storie che funzionano solo finché non diventano ufficiali, e forse è proprio questo il punto: Alcuni codici non si condividono, si riscrivono.

Se pensi che la moda abbia ancora delle regole, probabilmente non hai mai guardato bene dentro un armadio.
Dresscode Disfunzionale è il posto dove i codici saltano prima ancora di essere indossati.

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