
C’è chi arriva al potere a colpi di diplomazia, e chi prima ci è arrivato a colpi di batteria.
Sanae Takaichi, la prima donna premier del Giappone, ha passato l’adolescenza a picchiare sui tamburi con la stessa determinazione con cui oggi picchia sul sistema politico di Tokyo. E no, non è una metafora, negli anni dell’università suonava in una band heavy metal, con tanto di giubbotto di pelle, bacchette consumate e passione dichiarata per Iron Maiden e Metallica.
Non proprio il curriculum che ti aspetti da chi poi finisce a guidare una delle nazioni più formali e gerarchiche del pianeta.
Dalla Kawasaki al potere
Da ragazza guidava una Kawasaki Z400, una moto che in Giappone negli anni Ottanta era simbolo di libertà, rumore e ribellione.
A pensarci oggi, la scena è irresistibile: casco nero, jeans, giacca di pelle e la futura premier che sfreccia tra i semafori di Nara. Poi arriva l’università, la politica, l’istituto Matsushita per la formazione dei futuri leader. Ma il fuoco del rock resta sotto la giacca elegante.
Secondo alcune interviste, ancora oggi Takaichi suona la batteria di notte, “quando mio marito dorme”. Una specie di rituale zen con doppio pedale per scaricare lo stress della politica.
Curiosità da backstage
È una fan dichiarata degli X Japan, la band che negli anni Novanta ha mescolato metal e tragedia in egual misura.
Ha una Toyota sportiva a cui è affezionatissima e che guida personalmente.
È tifosa degli Hanshin Tigers, la squadra di baseball più amata e più maledetta del Giappone.
Non ha figli propri, ma ha adottato quelli del marito, una mossa che, in un Paese ancora rigidamente legato alle convenzioni familiari, è più rivoluzionaria di molte riforme.
Rock & rule
Una donna conservatrice, devota all’ordine, ma con un passato da batterista metal e motociclista notturna.
Una premier che parla di disciplina e rigore, ma che nel tempo libero tiene in casa un rullante.
E forse è proprio questo il segreto del suo fascino mediatico, un contrasto costante tra la corazza istituzionale e il rumore che ancora vibra sotto la superficie.
Perché puoi togliere il giubbotto di pelle, ma non l’attitudine.
E il Giappone, in fondo, aveva solo bisogno di qualcuno che finalmente sapesse tenere il tempo.

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