
Benvenuti nel cabinato
C’è una cosa molto strana che succede dentro il GAMM, il Game Museum di Roma. Entri pensando di visitare un museo dedicato ai videogiochi e dopo dieci minuti ti ritrovi un quarantenne emozionato davanti a un cabinato arcade che spiega a un ragazzino perché “una volta era tutto più difficile”. Ed è vero!
Un archivio emotivo
Perché il GAMM non è soltanto un museo del videogioco. È una specie di gigantesco archivio emotivo per generazioni cresciute tra gettoni, joystick rigidi, sale giochi fumose, memory card perse, partite finite male e televisori a tubo catodico che occupavano mezzo soggiorno.
Quello che colpisce è che qui la nostalgia non viene trattata come una debolezza. Diventa direttamente il contenuto principale.
700 metri quadrati di storia
Il museo si trova nel centro di Roma, in Piazza della Repubblica, dentro uno spazio di oltre 700 metri quadrati dedicato completamente alla storia del gaming. E già questa frase fa impressione, perché significa che i videogiochi sono ufficialmente diventati “storia”.
Dentro ci trovi di tutto: console storiche, cabinati arcade originali, postazioni interattive, videogiochi anni ’80 e ’90, cultura pop digitale, evoluzione grafica, retrogaming e perfino percorsi immersivi che raccontano come siamo passati da quattro pixel quadrati a mondi virtuali enormi dove la gente oggi compra vestiti digitali per personaggi che non esistono.

La lingua che non divide
È incredibile vedere come il videogioco sia diventato uno dei pochi linguaggi davvero trasversali tra generazioni.
Un padre che da ragazzo giocava a Street Fighter II e un figlio cresciuto con Fortnite magari non parlano allo stesso modo, non ascoltano la stessa musica e non si vestono uguale. Però davanti a un joystick capiscono immediatamente le stesse cose: la tensione, la sfida, la voglia di superare un livello, quella rabbia infantile quando perdi all’ultimo secondo. È quasi antropologia digitale.
Oltre il passatempo
La parte più affascinante del GAMM è proprio questa. Ti fa capire quanto il videogioco abbia smesso da tempo di essere un passatempo “da bambini”. Oggi è memoria collettiva, design, musica, tecnologia, estetica, cultura popolare e identità generazionale.
E forse fa un certo effetto realizzare che Mario, Pac-Man o Sonic ormai stanno scivolando lentamente nella stessa categoria mentale dei Beatles, dei flipper o delle cabine telefoniche. Icone di un’epoca.
Informazioni pratiche
Il GAMM è aperto generalmente dal martedì alla domenica, con orari che variano a seconda degli eventi e delle attività speciali. Il biglietto intero si aggira intorno ai 15 euro, con riduzioni per studenti e famiglie. Molte aree sono interattive e permettono davvero di giocare, quindi la visita rischia facilmente di durare molto più del previsto.
Il museo si trova in Piazza della Repubblica 32, a Roma — una posizione praticamente perfetta per intercettare sia turisti nostalgici sia adolescenti convinti di aver inventato il gaming nel 2018.
La cosa più bella
La cosa più bella però è un’altra.
Dentro posti come questo un tredicenne e un quarantenne riescono davvero a parlare la stessa lingua senza sforzarsi troppo.
Che nel 2026 è quasi fantascienza.
Questo articolo non ti ha insegnato niente di pratico. Il prossimo probabilmente neanche. Tu però continua a seguirci 😀


