Il guanto che fa le veci della mamma. Letteralmente.

Qualcuno ha preso uno dei problemi più antichi del mondo, un neonato prematuro che sta da solo in un’incubatrice, e lo ha risolto con un guanto. Un guanto riempito di palline. E no, non stiamo scherzando.

Prima di tutto: di cosa stiamo parlando

Il Zaky, perché si chiama così, è un oggetto strano a vedersi. Sembra un guantone da forno gigante, ma non è cavo e non serve per non scottarsi. Serve per ingannare un neonato prematuro nel modo più tenero possibile: gli fa credere che qualcuno lo stia tenendo.

Come? Lo indossi qualche ora, gli trasferisci il tuo calore e il tuo odore, poi lo adagi accanto al bambino nell’incubatrice. Il piccolo sente il peso, sente il profumo, e il suo sistema nervoso, ancora immaturo, ancora confuso, si calma. Perché pensa che ci sia qualcuno lì.

Tecnicamente è microfibra e microsfere plastiche. Emotivamente è un abbraccio in standby.

L’inventrice? Una mamma con un dottorato e un problema urgente

Yamile Jackson, Houston, 2001. Suo figlio Zachary nasce 12 settimane prima del previsto, pesa meno di un chilo, e si installa in terapia intensiva per i successivi 155 giorni. Yamile ha un dottorato in ergonomia e ingegneria, il tipo di persona che quando ha un problema lo affronta con metodo, ma la notte, quando deve lasciare suo figlio da solo nell’incubatrice, il metodo non basta.

Allora prende un guanto da giardinaggio, lo riempie di fagioli, lo tiene con sé tutto il giorno così da impregnarlo del suo odore, e lo lascia con Zachary di notte. Il bambino si calma. Dorme meglio. Sta meglio. Una soluzione ridicolmente semplice per un problema enorme.

Il momento in cui tutto cambia: la telefonata dell’infermiera

Zachary viene dimesso. Yamile torna a casa. Tre settimane dopo squilla il telefono: è un’infermiera della NICU. “Sai quei guantini che hai fatto per Zach? Puoi farli per il resto del reparto?”

Da quel momento Yamile produce 100 guanti, li dona all’ospedale, inizia a studiare la prematurità in modo sistematico e fonda Nurtured by Design, l’azienda che oggi produce e distribuisce il Zaky in tutto il mondo. Il nome del prodotto è ovviamente in onore di suo figlio.

Nel 2014 Oprah le consegna il Standing Ovation Award davanti a 15.000 persone. Sì, quella Oprah.

Ma cosa fa esattamente al neonato?

I piccoli prematuri vivono in un mondo di luci, suoni e macchinari. Quello che manca, quasi sempre, è la cosa più semplice: sentire qualcuno vicino. Il Zaky colma esattamente quel vuoto, peso, calore, odore familiare, e restituisce al bambino una sensazione di contenimento, di protezione, di non essere soli.

I neonati che lo hanno accanto dormono più a lungo e in modo più sereno. E il sonno, in quelle prime settimane di vita, non è un lusso: è il momento in cui il corpo cresce, si organizza, impara a stare al mondo.

Dove si trova

Nasce a Houston, oggi viene prodotto e spedito da Milwaukee, Wisconsin, e arriva negli ospedali di mezzo mondo, Italia inclusa, anche se piano piano e spesso grazie a donazioni e associazioni di volontariato. Il sito ufficiale è thezaky.com, e sì, si può acquistare e donare al reparto di neonatologia che si preferisce.

Un guanto. E un neonato che dorme sereno sapendo, o almeno credendo, che la mamma è lì.

Yamile ha fatto una promessa a suo figlio il giorno in cui è nato: che la sua lotta non sarebbe stata vana. Poi ha preso quattro lauree, un dottorato e un guanto da giardinaggio, e ha mantenuto la promessa.

CHI OSA VINCE!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto