
C’è chi in vacanza scrive cartoline. Philippe Starck, invece, disegna calamari su un tovagliolo unto di pizza e finisce per inventare uno degli oggetti più famosi e più inutili della storia del design.
Nasce così il Juicy Salif (Alessi, 1990), uno spremiagrumi alieno, con tre gambe da calamaro anoressico e un becco acuminato che promette spremute galattiche ma regala più schizzi che succo.
Un pezzo di design talmente geniale che non funziona. E forse è proprio per questo che è diventato un’icona.
La leggenda vuole che Starck, mentre mangiava calamari a Capraia, pensasse: “Perché non trasformare questa creatura tentacolare in un oggetto da cucina?”.
Pochi minuti e qualche macchia di pomodoro dopo, il disegno era pronto scarabocchiato su un tovagliolo e spedito ad Alberto Alessi.
Nacque così lo spremiagrumi più fotografato del pianeta e probabilmente il meno usato.
Perché, diciamolo, spremere un limone con lo Juicy Salif è come tagliare una bistecca con una spada laser, affascinante, ma disastroso.
Il succo cola ovunque, i semi passano indisturbati e il piano cucina sembra un campo di battaglia dopo due spremute.
Quando qualcuno gli fece notare che l’oggetto non funzionava, Starck rispose serafico:
“Non è fatto per spremere limoni, è fatto per iniziare conversazioni.”
In altre parole, se ti ritrovi con il bancone appiccicoso e senza spremuta, stai partecipando all’arte. Complimenti.
Alessi, divertita, ne fece anche una versione placcata oro 24 carati (10.000 pezzi numerati) accompagnata da un delizioso avviso:
“Non usare con agrumi.”
Uno spremiagrumi d’oro che non può vedere un limone. Il cerchio del design contemporaneo è completo.
Alberto Alessi lo definì “un grande scherzo fatto a tutti”, e aveva ragione.
Juicy Salif è una parodia dell’ossessione per l’oggetto perfetto: bello, simbolico, instagrammabile e assolutamente inutile.
Un oggetto che non serve a nulla, ma ti fa sentire parte di una setta estetica internazionale.
In fondo, non è forse questo il vero lusso? Spendere 80 euro per un utensile che ti guarda mentre usi uno spremiagrumi da 4,99 dell’Ikea.

Advertising
Eppure, ha vinto lui
Esposto al MoMA di New York, celebrato nei manuali di design, studiato nei corsi di estetica industriale, e comparso persino sulla copertina di Emotional Design di Donald Norman.
Lo Juicy Salif ha spremuto la mente di generazioni di designer.
Starck voleva provocare, e ci è riuscito, ci ha fatto credere che un oggetto inutile potesse essere indispensabile.
Forse, alla fine, il vero succo è proprio quello.


