Estetica del Disagio

è la rubrica dedicata a tutto ciò che nasce per stupire e finisce per imbarazzare.
È il catalogo del gusto borderline: dove il minimal diventa maniacale, il vintage si traveste da ispirazione e il kitsch prende la laurea in marketing.
Un osservatorio sulle mode che non “modano”

Estetica del Disagio

Disagi passati/ parte 2. Il sedile in skai

Stavo guidando la mia macchina, con lo schermo che mi dice dove andare, la playlist che scorre da sola e l’aria condizionata impostata su una temperatura che esiste. Poi ho visto quella cosa arrancare sul bordo della strada. Un’auto d’epoca. Cromature, rumore, dignità troppo ostentata. E dentro, suppongo, quei sedili. Quei sedili in skai che

Donna davanti allo specchio durante un rituale skincare serale
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Il rituale che non sapevi di avere

La cosmesi orientale non vende creme. Vende un’idea di bellezza che non ha paura del tempo. Il momento più onesto della giornata Non è una critica a prescindere, tipo quando ti svegli la mattina di cattivo umore e te la prendi con la prima cosa che ti capita. Possiamo definirla riflessione, su un argomento che

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Bidet tascabile, ovvero l’italiano in trasferta

Evvai con l’italiano all’estero. Entri in un bagno perfetto, minimal, profumato, super instagrammabile… e capisci che manca qualcosa. Non il marmo, non la carta, non la tecnologia. Manca il bidet!!! Ed è qui che entra in scena lui, il protagonista silenzioso dell’orgoglio idrico nazionale: il Nero Lux, raccontato da Wired come soluzione portatile per chi

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Brilla anche il sugo: l’era delle cucine instagrammabili

C’è un momento nella storia dell’umanità in cui qualcuno ha pensato che la cucina avesse bisogno di più glitter. Quel momento coincide, casualmente, con una linea di pentole firmata Paris Hilton che ha fatto esplodere Reddit come un popcorn dimenticato sul fuoco. La faccenda è raccontata anche da alcune testate giornalistiche, che spiegano come le

Estetica del vissuto: la moda che simula il tempo invece di inventare futuro
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Non voglio sembrare vissuta, voglio vivere

Ho letto un articolo su un importante giornale di moda internazionale che racconta la “pelle invecchiata” come nuova ossessione estetica da passerella. Capi trattati, borse vissute, superfici segnate, effetti consumati studiati al millimetro. Il tempo come texture. L’usura come valore aggiunto. E io sono stufa. Non della pelle. Non dei materiali. Sono stufa di questa

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