
Comedian di Maurizio Cattelan è tornata a far parlare di sé stavolta rubata dal Centre Pompidou-Metz. Di nuovo. Come se il furto fosse parte dell’opera. Forse lo è. Forse no. Forse non importa e questo è esattamente il problema.
La storia, per chi se la fosse persa
Comedian è stata presentata per la prima volta ad Art Basel Miami Beach nel 2019, con un prezzo iniziale di 120 mila dollari. Già allora, durante l’inaugurazione, il performer David Datuna mangiò la banana per denunciare il prezzo dell’opera. Il mercato non si scompose. Nel 2024 la storia raggiunse il suo culmine surreale: una versione di Comedian fu venduta da Sotheby’s a New York per 6,2 milioni di dollari, acquistata dall’imprenditore nel settore delle criptovalute Justin Sun, che in seguito mangiò la banana durante un evento pubblico davanti a decine di giornalisti e influencer. Dopo il primo boccone, Sun dichiarò che era davvero più buona delle altre banane. Nessuno ha verificato l’affermazione. L’opera esiste in tre esemplari. Questo non è un dettaglio, è il cuore della questione: stai comprando un’idea certificata, non un oggetto. La banana stessa viene sostituita ogni tre giorni, per preservarne l’aspetto e il significato concettuale. Quindi quello che esiste fisicamente è, per definizione, sempre diverso da quello che è stato venduto.
Rubata, mangiata, rifatta. Ogni volta uguale.
Il furto del 30 maggio non è il primo episodio. Nel luglio 2025, sempre al Pompidou di Metz, un visitatore aveva staccato e mangiato la banana, per poi autodenunciarsi sui social. In quell’occasione il museo scelse di non sporgere denuncia. Cattelan commentò con la consueta ironia, dichiarandosi deluso che l’uomo avesse mangiato solo la banana e non anche il nastro adesivo. Questa volta, invece, il Centre Pompidou-Metz ha deciso di procedere legalmente perché il responsabile non è stato identificato e “non è quindi possibile alcun dialogo”. Il che apre una domanda filosoficamente inquietante: cosa ti aspetti di dire a uno che ha rubato una banana da un museo? Che ha frainteso? Che ha capito benissimo?
Il problema che non riesci a smettere di avere
Non siamo i soli a non trovare la valenza artistica immediata, anzi. La banana di Cattelan ha il raro merito di dividere esattamente a metà chiunque abbia un’opinione sull’arte: da un lato chi vede in Comedian una critica lucida al mercato dell’arte, alla mercificazione dell’idea, alla bolla speculativa che trasforma qualsiasi cosa in un asset finanziario. Il titolo stesso, Comedian, è una chiave di lettura: Cattelan presenta l’arte come atto performativo, e il nastro adesivo aggiunge un elemento di improvvisazione, come se l’opera fosse una battuta scritta di fretta su un tovagliolo. Il pubblico diventa il vero “comico”, intrappolato nell’assurdità di prendere sul serio un gesto così semplice. Dall’altro lato c’è chi, con uguale legittimità, risponde: ma questa è semplicemente una banana con del nastro. E anche se fosse una critica al mercato dell’arte, venderla a sei milioni non è una critica al mercato dell’arte. È il mercato dell’arte. Comedian si inserisce in una tradizione che include la Fontana di Duchamp, la Merda d’artista di Manzoni, lo squalo di Damien Hirst e il Love is in the Bin di Banksy: tutti lavori che condividono uno spirito iconoclasta e sfidano le nozioni tradizionali di autenticità e originalità. Il che è vero. Anche vero è che nessuno di quegli artisti ha venduto la stessa idea tre volte a sei milioni l’una.
Il furto come ultimo atto della performance
C’è una cosa che nessuno dice esplicitamente ma che la vicenda rende visibile: ogni volta che qualcuno ruba o mangia la banana, non sta sabotando l’opera. La sta completando. Il furto, il gesto, la denuncia, la sostituzione rapida, i giornali: è esattamente questo ciclo che mantiene Comedian rilevante. La banana viene sostituita comunque ogni tre giorni. Sostituirla dopo un furto non ripristina ciò che è stato sottratto, dice il museo, perché quello che è stato sottratto era immateriale. Ma allora cosa si tutela esattamente con la denuncia? Il concetto? Il protocollo? Il nastro? Che Cattelan sia un genio del sistema o un ottimo trollista culturale, una cosa è certa: nessuna opera d’arte contemporanea riesce ad alimentarsi di scetticismo come questa. Ogni critica la rafforza. Ogni furto la rilancia. Ogni volta che qualcuno dice “ma questa è solo una banana”, dimostra involontariamente che la banana funziona. Forse è questo il trucco. Forse è proprio il fatto che non riesci a ignorarla, nel bene o nel male, a fare di Comedian qualcosa più di una banana.
O forse no. E anche questo Cattelan lo sa.
Zona Instabile è la rubrica di TOHzine dedicata alle cose che non sai se prendere sul serio. Di solito la risposta è: dipende.


